Dal 2 gennaio 2024 ha preso il via la digitalizzazione dell’intero ciclo degli appalti e dei contratti pubblici, come previsto dal D.Lgs. 36/2023 che dedica al tema i suoi articoli dal 19 al 36.
Secondo il Presidente dell’ANAC Giuseppe Busia “La digitalizzazione della pubblica amministrazione rappresenta la vera grande sfida dei prossimi anni. I ‘dati’ rappresentano da un lato una fonte di ricchezza e di conoscenza, dall’altro permettono di rendere le decisioni della pubblica amministrazione più trasparenti ed intellegibili, garantendo un maggior grado di accountability”.
Ciò avrà conseguenze non solo per le procedure di gara ma anche per gli affidamenti diretti, in quanto il CIG non potrà più essere chiesto se non all’interno delle piattaforme digitali certificate, causa la dismissione del sistema Simog.
L’ACQUISIZIONE DEI CIG
Con il nuovo corso per acquisire qualunque CIG sarà necessario l’utilizzo delle piattaforme digitali certificate, uniche in grado di rilasciarlo.
L’Anac ha infatti chiarito che: “La richiesta di CIG per procedure assoggettate al decreto legislativo n. 36/2023, pubblicate a partire dal 01/01/2024, avviene attraverso le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate mediante interoperabilità con i servizi erogati dalla PCP attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND)”.
Sempre l’Autorità precisa che “La digitalizzazione si applica a tutti i contratti sottoposti alla disciplina del Codice, ossia contratti di appalto o concessione, di qualunque importo, nei settori ordinari e nei settori speciali”.
Viene pertanto smantellato il sistema SIMOG e dunque anche per acquisire i CIG relativi agli affidamenti diretti è necessario il ricorso ad una piattaforma digitale certificata.
Ciò rappresenta sicuramente un importante impulso a rendere effettiva la digitalizzazione in ogni PA, evitando così che le stazioni appaltanti facciano un ricorso ancora più esasperato agli affidamenti diretti per eludere l’impiego delle piattaforme certificate.
LE PIATTAFORME DIGITALI CERTIFICATE
È bene sottolineare che non è richiesta necessariamente la proprietà di una piattaforma digitale certificata, bensì è sufficiente la disponibilità tramite contratto di servizi con terzi. In concreto sarà pertanto sufficiente un semplice contratto di servizi a tempo con i gestori delle piattaforme certificate che ne consenta l’utilizzo. Sul portale dei dati aperti Anac è possibile trovare il Registro PiattaformeCertificate (RPC), consultabile al seguente link: http://dati.anticorruzione.it/#/regpiacert.
LE CONSEGUENZE SULLA QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI
Entro e non oltre il 31 gennaio 2024, le Centrali di Committenza e le Stazioni Appaltanti già qualificate dovranno accedere all’applicativo e comunicare la disponibilità di piattaforme di approvvigionamento digitale certificate ai sensi degli articoli 25 e 26 del D.Lgs. 36/2023 di proprietà o anche per il tramite di contratti di servizio con soggetti terzi. In caso di mancato aggiornamento, a partire dal 1° febbraio 2024, la qualificazione ottenuta decadrà.
Sarà pertanto necessario anche per le Stazioni Appaltanti qualificate già in possesso di piattaforma digitale certificata darne comunicazione sul portale di qualificazione ANAC, pena la decadenza della qualificazione stessa.
Dott. Giulio Delfino
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