L’ANAC, in data 30 Giugno 2024, ha pubblicato un nuovo report aggiornato relativo allo stato dell’arte sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza.
L’obbligo di qualificazione era stato introdotto dal legislatore con gli articoli 62 e 63 del D.Lgs 36/2023 e con le previsioni dell’allegato II.4 ed è entrato in vigore a far data dal primo di Luglio 2023. Decorso pertanto un anno dall’entrata in vigore della disposizione, dal report emerge che il totale delle amministrazioni qualificate si è attestato a 4.541, con una variazione percentuale rispetto al trimestre precedente pari a +6,0%. Alcuni spunti interessanti emergono dal report:
LA CONCLUSIONE DEL PERIODO DI QUALIFICAZIONE CON RISERVA
Nel report rientravano ancora 227 amministrazioni qualificate con “riserva”, di cui 202 la cui qualificazione è decaduta a partire dal 1° luglio 2024 come previsto dall’articolo 9, comma 1 dell’Allegato II.4, ferma restando la possibilità per tali amministrazioni di richiedere la qualificazione “ordinaria” da Luglio di quest’anno. Le restanti 25 amministrazioni qualificate con “riserva” beneficiano, invece, di tale regime in base all’articolo 63, comma 13 e sono state disposte con delibera ANAC previa richiesta formale inviata via PEC e successiva puntuale istruttoria di verifica.
La presentazione delle istanze di qualificazione avviene sulla piattaforma di ANAC, che da Marzo 2024 è stata aggiornata con nuove funzionalità, tra cui la possibilità di presentare due istanze di qualificazione distinte per le amministrazioni interessate alla qualificazione per entrambi i settori di “lavori” e “servizi e forniture”, con il vantaggio di poter differenziare alcuni dati in base al settore selezionato. Dall’analisi dei dati del report emerge che oltre il 60% delle amministrazioni sono qualificate per entrambi i settori.
LA DISTRIBUZIONE DELLE QUALIFICHE DELLE CENTRALI DI COMMITTENZA E DELLE AMMINISTRAZIONI CONVENZIONATE
Se consideriamo entrambi i settori di qualificazione, il numero complessivo delle centrali di committenza qualificate per un settore o per entrambi è pari a 551, di cui 494 hanno richiesto qualificazione per i “lavori” e 490 per “servizi e forniture”. Mentre le amministrazioni convenzionate a queste centrali sono 8.063.
Dall’analisi delle stazioni appaltanti convenzionate emerge che circa il 30% delle centrali di committenza hanno al massimo tre amministrazioni convenzionate mentre il restante 70% ne ha più di tre. E di questo 70% in media ciascuna centrale ha 13 amministrazioni convenzionate, sia per “lavori” sia per “servizi e forniture”, ma il 22-25% delle centrali di committenza riunisce circa il 72-76% delle amministrazioni convenzionate.
LA DISTRIBUZIONE DELLE AMMINISTRAZIONI QUALIFICATE PER REGIONE A LIVELLO NAZIONALE
Emerge che le regioni nelle quali risulta concentrata una quota di stazioni appaltanti qualificate superiore rispetto alla soglia del 10% sono la Lombardia e la Campania per i “lavori”, la Lombardia e il Lazio per i “servizi e forniture”.
Invece per le Centrali di Committenza qualificate rispetto al totale nazionale le regioni dove risulta una quota di centrali superiore al 10% troviamo, per i “lavori”, solo la Lombardia e per i “servizi e forniture” la Lombardia e l’Emilia-Romagna.
CONCLUSIONI
In conclusione vediamo come la qualificazione delle amministrazioni appaltanti prevista dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici, divenuta necessaria per il rilascio del Codice identificativo di gara (CIG), decorso un anno dall’entrata in vigore della previsione sia ormai a regime e copra ormai più della metà delle stazioni appaltanti. Di queste la maggior parte risulta collocata in Lombardia, dove si trova la più alta concentrazione percentuale sia di stazioni appaltanti che di centrali di committenza.
Dott.ssa Giulia Tronfi
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