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LA LEGGE ITALIANA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

By Ottobre 11, 2025Ottobre 18th, 2025No Comments

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre la Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”. La nuova legge italiana sull’IA definisce una cornice nazionale per la ricerca, lo sviluppo e l’uso dei sistemi e dei modelli di intelligenza artificiale, allineandosi al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

La norma, entrata in vigore oggi, 10 ottobre, affida al Governo la delega per l’adozione, entro dodici mesi, dei decreti legislativi attuativi volti a disciplinare i profili etici, organizzativi e di sicurezza connessi all’impiego di sistemi di intelligenza artificiale.

Il quadro normativo delineato finora sembra restare all’interno di una cornice che riconosce le potenzialità dell’impiego dell’IA e ne sanziona l’uso “non corretto” e la mancata trasparenza. Si individuano solo aspetti previsionali per quanto riguarda una doverosa preparazione, a monte, di chi utilizza questo strumento, con annessa formazione adeguata. Tuttavia, ad oggi, l’IA viene già impiegata in molti settori pubblici; pertanto, l’aspetto delle competenze acquisite da chi la impiega è di centrale importanza, su cui si sarebbe forse potuto puntare di più, con l’obiettivo di far sì che coloro che si affidano a questo strumento ne comprendano appieno sia i rischi sia le potenzialità.

PRINCIPI GENERALI E FINALITÀ DELLA LEGGE

La prima parte della legge definisce i principi e le finalità relative all’impiego dell’IA secondo un approccio antropocentrico e basato sui diritti, in cui essa sia uno strumento di supporto e non di sostituzione dell’azione umana: “Promuove un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica, dell’intelligenza artificiale, volto a coglierne le opportunità. Garantisce la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali.”

L’IA deve essere impiegata in modo corretto, trasparente e responsabile, con controllo e intervento umano lungo tutto il ciclo di vita, nel rispetto della Costituzione, del diritto europeo e di principi come sicurezza, protezione dei dati, accuratezza, non discriminazione, parità di genere e sostenibilità. La cibersicurezza è posta come condizione essenziale, con misure proporzionate e basate sul rischio per garantire resilienza contro manipolazioni e utilizzi impropri. Particolare attenzione è riservata all’accessibilità per le persone con disabilità, in coerenza con la Convenzione ONU, e alla tutela della vita democratica: l’IA non deve interferire con il dibattito pubblico né con il metodo democratico.

PERIMETRO DI APPLICAZIONE

La dimensione economica è affrontata promuovendo un ecosistema dell’IA innovativo e competitivo. Nelle piattaforme di e-procurement pubbliche si prevede la possibilità di privilegiare, nel rispetto delle regole di concorrenza e proporzionalità, soluzioni che prevedano la localizzazione e l’elaborazione dei dati strategici in data center sul territorio nazionale e che garantiscano standard elevati di sicurezza e trasparenza dei processi di addestramento, soprattutto per l’IA generativa. Restano invece fuori dal perimetro della legge, pur nel rispetto dei diritti fondamentali, gli impieghi di IA per sicurezza e difesa nazionale, cibersicurezza e specifiche attività di polizia, che seguono discipline proprie.

Seguono poi, al Capo II, le disposizioni di settore, dedicate a normare l’impiego dell’IA in specifici ambiti quali: sanitario, lavoro, professioni intellettuali e attività giudiziaria. Si sottolinea sempre l’obbligo di informare terze parti sull’impiego dell’IA, nonché la visione antropocentrica che mantiene l’autonomia decisionale e la piena responsabilità del soggetto che impiega l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI: USO RESPONSABILE DELL’IA E NUOVE DISPOSIZIONI PENALI

In particolare, per quanto riguarda le P.A., si prevede che:

  • Le pubbliche amministrazioni utilizzano l’intelligenza artificiale allo scopo di incrementare l’efficienza della propria attività, di ridurre i tempi di definizione dei procedimenti e di aumentare la qualità e la quantità dei servizi erogati a cittadini e imprese, assicurando agli interessati la conoscibilità del relativo funzionamento e la tracciabilità del suo utilizzo.

  • L’utilizzo dell’intelligenza artificiale avviene in funzione strumentale e di supporto all’attività provvedimentale, nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale della persona, che resta l’unica responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti in cui sia stata utilizzata l’intelligenza artificiale.

  • Le pubbliche amministrazioni adottano misure tecniche, organizzative e formative finalizzate a garantire un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale e a sviluppare le capacità trasversali degli utilizzatori.

Infine il Capo V introduce anche nuove disposizioni penali, in particolare:

  • Nuovo reato: “illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale” (es. deepfake), punito con la reclusione da uno a cinque anni.

  • Nuova circostanza aggravante: l’aver commesso un reato utilizzando sistemi di IA è considerato una circostanza aggravante per molti reati.

CONCLUSIONI

In conclusione, la legge disegna un quadro di innovazione responsabile: promuove l’adozione dell’IA in Italia, fissando confini su diritti, trasparenza, sicurezza e controllo umano. L’intelligenza artificiale, se ben impiegata, migliora la qualità e l’efficienza del settore in cui viene utilizzata, ma richiede una governance rigorosa e una comunicazione trasparente agli utenti.

 

Dott.ssa Giulia Tronfi

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Giulia Tronfi

Segue l’evoluzione normativa in materia contrattualistica pubblica e supporta l’elaborazione di articoli di approfondimento in relazione all’aggiornamento del settore. Predispone la compilazione dei documenti amministrativi per la partecipazione alle gare. Supporta le Amministrazioni Pubbliche nell’attività di contrattualistica pubblica.