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AFFIDAMENTO DIRETTO E PRINCIPIO DI ROTAZIONE, il MIT torna sull’interpretazione della normativa

By Dicembre 19, 2025No Comments

Il Parere del MIT n. 3838/2025 torna nuovamente sul principio di rotazione negli affidamenti diretti.

I QUESITI POSTI AL MIT

La stazione appaltante chiede se sia in linea con le previsioni codicistiche fare un affidamento diretto di un servizio di importo inferiore ai 140.000€ ad uno specifico operatore economico, posto che, allo stesso operatore economico erano già stati affidati incarichi per il medesimo servizio al di sotto dei 5.000€.

IL QUADRO NORMATIVO

Art 49. Principio di rotazione degli affidamenti

Comma 2: In applicazione del principio di rotazione è vietato l’affidamento o l’aggiudicazione di un appalto al contraente uscente nei casi in cui due consecutivi affidamenti abbiano a oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, oppure nella stessa categoria di opere, oppure nello stesso settore di servizi.

Comma 4: In casi motivati con riferimento alla struttura del mercato e alla effettiva assenza di alternative, nonché della qualità della prestazione resa, il contraente uscente può essere reinvitato o essere individuato quale affidatario diretto.

Comma 5: Per i contratti affidati con le procedure di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c), d) ed e), le stazioni appaltanti non applicano il principio di rotazione quando l’indagine di mercato sia stata effettuata senza porre limiti al numero di operatori economici in possesso dei requisiti richiesti da invitare alla successiva procedura negoziata.

Comma 6: È comunque consentito derogare all’applicazione del principio di rotazione per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro.

IL PARERE DEL MIT

Il MIT ricorda che la ratio del principio di rotazione è garantire un’equa distribuzione delle opportunità di aggiudicazione nelle procedure di affidamento diretto e nelle procedure negoziate per mezzo della restrizione del numero degli operatori economici da invitare. Pertanto, ricorda il Ministero, l’utilizzo della deroga per un affidamento sotto la soglia dei 5.000 euro non esclude automaticamente lo stesso operatore economico dalla possibilità di essere selezionato per un successivo affidamento, anche di importo superiore, nella stessa categoria merceologica. Seppur ciò sia ammissibile da un punto di vista teorico, il Ministero ricorda come, la lettura di questa norma, nella sua applicazione debba tenere conto anche del principio della fiducia della condotta amministrativa, cui devono sottostare anche gli affidamenti di questa parte del Codice. Oltre a questo vi sono i divieti di:

  • Frazionamento artificioso dell’appalto per eludere la normativa del Codice, salvi i casi in cui ragioni oggettive lo giustifichino.
  • Reiterato affidamento avente ad oggetto uno stesso servizio ad un medesimo operatore economico per importi modesti a causa di una carente programmazione dei fabbisogni della stazione appaltante.

È sulla base dei menzionati confini normativi che si deve muovere la stazione appaltante nel decidere se applicare o meno la deroga al principio di rotazione. Ed è una decisione da valutarsi caso per caso.

CONCLUSIONI

Il Ministero chiarisce che pur essendo previste deroghe al principio di rotazione la sua applicazione deve essere valutata caso per caso, assicurandosi di non violare le altre disposizioni codicistiche a tutela della maggior apertura della partecipazione degli operatori all’appalto.

Dott.ssa Giulia Tronfi

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Giulia Tronfi

Segue l’evoluzione normativa in materia contrattualistica pubblica e supporta l’elaborazione di articoli di approfondimento in relazione all’aggiornamento del settore. Predispone la compilazione dei documenti amministrativi per la partecipazione alle gare. Supporta le Amministrazioni Pubbliche nell’attività di contrattualistica pubblica.