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L’AVVERTIMENTO DI ANAC: in ITALIA si ECCEDE con gli AFFIDAMENTI DIRETTI

By Aprile 24, 2026No Comments

Oggi la maggior parte delle commesse pubbliche viene assegnata senza passare per gare d’appalto aperte e competitive.

Gli affidamenti diretti sottosoglia rappresentano in Italia una quota nettamente prevalente rispetto al totale delle procedure svolte e tale incidenza è abbastanza costante nel tempo. Il recente Decreto Correttivo al Codice ha lasciato delle “faglie insidiose” nel cercare di bilanciare la rapidità delle procedure di affidamento dei contratti pubblici alla qualità delle stesse. La conseguenza più visibile ed allarmante è una vera e propria esplosione degli affidamenti diretti per servizi, forniture e consulenze. A lanciare l’avvertimento è il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia, all’interno della sua ultima relazione annuale al Parlamento.

SERVIZI E FORNITURE

Il Rapporto dell’ANAC “Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021-2024)” analizza a fondo l’uso di queste procedure da parte delle Stazioni Appaltanti. Nel settore dei servizi e delle forniture, l’affidamento diretto sotto la soglia di legge non è l’eccezione, ma rappresenta la quota nettamente prevalente in Italia, mantenendosi costante nel corso degli anni.

I numeri sull’incidenza percentuale di questi affidamenti sono:

  • 2021: Circa il 92%, rappresentando il 23% del valore economico complessivo.
  • 2022: 94%, con un peso economico del 27%.
  • 2023: 95%, toccando il 31% del valore economico.
  • 2024: Circa il 92%, con una riduzione dell’impatto economico al 17%.
  • 2025: La tendenza si è confermata, interessando quasi il 95% delle acquisizioni totali.

IL FENOMENO DELL'”ADDENSAMENTO”

Un dato particolarmente critico evidenziato dalle analisi dell’Autorità riguarda l’addensamento delle procedure esattamente a ridosso dei limiti di legge, un fenomeno scaturito dalle recenti evoluzioni normative che allargato la forchetta delle soglie per le procedure di affidamento diretto.

Nel 2025, si è registrata una forte concentrazione di affidamenti diretti nella ristretta fascia di importo tra i 135.000 e i 140.000 euro. Per comprendere la portata di questa anomalia, basti pensare che in questa specifica fascia si è passati da appena 1.549 acquisti nel 2021 a ben 13.879 nel 2025.

LAVORI PUBBLICI

La mancanza di competizione non risparmia neanche il settore dei lavori pubblici. Attualmente, l’86% degli interventi viene assegnato in modo diretto a imprese considerate di fiducia, oppure mediante procedure ristrette che non richiedono la pubblicazione di un bando.

L’ANAC ha censito, nel 2025, 64.211 procedure per lavori di importo superiore a 40.000 euro (sotto questa soglia l’assegnazione fiduciaria avviene di default). Di queste procedure, ben 55.185 (appunto, l’86%) hanno evitato la concorrenza aperta. Nel dettaglio:

  • 53,5% (34.434 casi): Sono stati affidamenti diretti, che per i lavori sono consentiti fino alla soglia dei 150.000 euro.
  • 32,5% (20.841 casi): Sono avvenuti tramite procedure ristrette senza bando (quella che in passato veniva chiamata “trattativa privata”).
  • Solo il 14% (9.009 casi): Ha previsto forme di gara più o meno aperte o negoziate e precedute da bando.

I RISCHI PER LA COLLETTIVITÀ

Oltre a rappresentare un’anomalia statistica, questa prassi diffusa porta con sé rischi concreti. Secondo il presidente Busia, dietro questi meccanismi si nascondono molto spesso sprechi di denaro pubblico, comportamenti opportunistici, frazionamenti artificiosi dei progetti e, nei casi peggiori, addirittura infiltrazioni criminali.

CONCLUSIONI

In definitiva, venendo sistematicamente meno il confronto competitivo viene meno la libera concorrenza a cui è preferita una rete di contatti già conosciuti dalle Amministrazioni. La diretta conseguenza? Meno concorrenza e quindi possibile ribasso della qualità offerta. Venendo meno per le aziende la spinta, data dalla competizione, ad offrire la soluzione migliore, più economica e più innovativa, la qualità dei servizi e delle forniture tende ad appiattirsi. Le amministrazioni finiscono così per accontentarsi dello standard “di sempre” non ricercando innovazione e restituendo ai cittadini servizi pubblici meno moderni e forse qualitativamente meno efficienti.

Dott.ssa Giulia Tronfi

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Giulia Tronfi

Segue l’evoluzione normativa in materia contrattualistica pubblica e supporta l’elaborazione di articoli di approfondimento in relazione all’aggiornamento del settore. Predispone la compilazione dei documenti amministrativi per la partecipazione alle gare. Supporta le Amministrazioni Pubbliche nell’attività di contrattualistica pubblica.