News

CONSIP sperimenta l’IA nelle gare: efficienza sì, ma senza delegare la discrezionalità tecnica all’algoritmo

By Maggio 22, 2026No Comments

Il recente comunicato di CONSIP “Al via l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per accelerare e innovare la gestione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici” segna un passaggio particolarmente significativo nel processo di digitalizzazione della contrattualistica pubblica italiana. Nel comunicato, infatti, Consip illustra l’introduzione all’adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale destinati a supportare le attività di procurement pubblico, con l’obiettivo di rendere più efficienti, rapide e standardizzate le procedure di gara.

IA E CONSIP

Secondo quanto comunicato da Consip, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale interesserà progressivamente diverse fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici: dalla predisposizione della documentazione di gara, alle attività di valutazione delle offerte, fino alla gestione e monitoraggio dell’esecuzione contrattuale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e punta a conseguire diversi obiettivi strategici:

  • riduzione dei tempi amministrativi;
  • maggiore uniformità nella predisposizione degli atti;
  • supporto alle attività istruttorie;
  • miglioramento delle capacità di analisi dei dati;
  • incremento dell’efficienza operativa delle stazioni appaltanti.

Tra gli aspetti evidenziati emerge soprattutto l’utilizzo di sistemi capaci di assistere gli operatori pubblici nell’analisi documentale, nella classificazione delle informazioni e nell’automazione di attività ripetitive ad alto assorbimento di tempo.

L’approccio descritto da Consip appare coerente con la strategia europea di diffusione dell’IA nella PA e con la crescente esigenza di accelerare i tempi delle procedure di affidamento, che in Italia sono particolarmente lunghi.

PROSPETTIVE DI ULTERIORE SVILUPPO PER IL 2026

Sul fronte delle prospettive future, il programma di trasformazione digitale avviato da Consip prevede, nella seconda metà del 2026, la pubblicazione delle prime gare “supportate” da agenti di Intelligenza Artificiale, nonché il lancio del primo Accordo Quadro nazionale dedicato all’acquisizione di soluzioni AI da parte delle Amministrazioni pubbliche. A ciò si affiancheranno nuovi modelli di gara e schemi contrattuali orientati a logiche innovative di performance ed ecosistema, oltre a servizi digitali finalizzati a semplificare e velocizzare gli affidamenti attraverso strumenti di IA agentica. Il percorso sarà accompagnato anche da iniziative formative, come il primo master Consip sul procurement pubblico per l’AI, con l’obiettivo di diffondere competenze specialistiche e best practices tra le Amministrazioni.

I PROFILI DI POSITIVITÀ: CELERITÀ E MAGGIORE EFFICIENZA DELLE GARE

Sul piano operativo, l’introduzione dell’IA nel settore degli appalti pubblici presenta indubbi profili di interesse.

Uno dei principali benefici riguarda la riduzione dei tempi di gestione delle procedure. La possibilità di automatizzare attività documentali, verifiche preliminari, controlli sui requisiti e analisi di dati potrebbe consentire alle stazioni appaltanti di alleggerire il carico amministrativo e concentrare le risorse umane sulle attività maggiormente discrezionali e strategiche.

In un sistema nel quale i tempi di conclusione delle gare rappresentano spesso un elemento critico, gli strumenti di IA potrebbero contribuire a:

  • accelerare la predisposizione degli atti;
  • standardizzare le procedure;
  • ridurre errori materiali e incongruenze documentali;
  • migliorare la tracciabilità delle attività istruttorie;
  • facilitare il monitoraggio dell’esecuzione contrattuale.

LE CRITICITÀ: IL RISCHIO DELLE VALUTAZIONI AUTOMATIZZATE DELLE OFFERTE TECNICHE

Accanto agli aspetti positivi emergono tuttavia profili di particolare delicatezza, soprattutto con riferimento all’eventuale utilizzo dell’IA nelle attività valutative delle offerte tecniche.

È infatti necessario distinguere tra sistemi di supporto all’attività istruttoria e sistemi che incidano direttamente sulla formazione del giudizio tecnico-discrezionale della commissione giudicatrice.

Nel settore degli appalti pubblici, la valutazione delle offerte tecniche costituisce il cuore della discrezionalità amministrativa e richiede apprezzamenti qualitativi complessi, non sempre riducibili a parametri standardizzati o algoritmici.

L’utilizzo di modelli di IA per attribuire punteggi, classificare contenuti progettuali o formulare valutazioni comparative potrebbe porre rilevanti criticità sotto diversi profili:

  • opacità delle logiche decisionali;
  • difficoltà di verificare i criteri effettivamente utilizzati dal sistema;
  • rischio di bias algoritmici;
  • compressione della discrezionalità tecnica della commissione;
  • problematiche legate alla motivazione del punteggio attribuito;
  • possibili contestazioni sul piano della trasparenza e della par condicio.

Il rischio principale è che strumenti concepiti per “supportare” il procedimento finiscano, nella pratica, per orientare in modo determinante il giudizio amministrativo, creando una sorta di delega implicita all’algoritmo.

In tale prospettiva, appare essenziale ribadire che la decisione finale debba rimanere integralmente riconducibile all’Amministrazione procedente e ai commissari, evitando automatismi incompatibili con i principi fondamentali del diritto amministrativo e della contrattualistica pubblica.

In tale direzione appaiono apprezzabili le parole del comunicato Consip che sottolineano testualmente come: “Nel modello operativo di Consip, l’Intelligenza Artificiale è uno strumento di supporto e facilitazione alle decisioni delle Persone: il sapere professionale e l’esperienza restano il fulcro del processo decisionale, mentre la tecnologia ne potenzia efficacia e tempestività”.

L’ARTICOLO 30 DEL D.LGS. 36/2023 E L’OBBLIGO DI TRASPARENZA ALGORITMICA

Il tema assume particolare rilevanza alla luce dell’articolo 30 del D.Lgs. 36/2023, dedicato all’uso di procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici.

La disposizione rappresenta uno dei punti più innovativi del nuovo Codice e introduce un principio di fondamentale importanza: la necessità che l’utilizzo di sistemi automatizzati da parte delle stazioni appaltanti sia accompagnato da adeguate garanzie di trasparenza, conoscibilità e controllabilità.

In particolare, il legislatore prevede che le stazioni appaltanti assicurino: “la disponibilità del codice sorgente, della relativa documentazione, nonché di ogni altro elemento utile a comprenderne le logiche di funzionamento”.

La norma ha introdotto già nel 2023 un principio di trasparenza algoritmica estremamente avanzato, che assume implicazioni operative e giuridiche molto rilevanti.

Le Amministrazioni che intendano utilizzare sistemi di IA nei procedimenti di gara dovranno infatti affrontare almeno tre ordini di problemi.

  1. Comprensibilità delle decisioni algoritmiche

Non sarà sufficiente utilizzare strumenti tecnologicamente efficienti ma occorrerà che le logiche decisionali siano comprensibili, verificabili e spiegabili. Ciò implica che l’Amministrazione debba essere in grado di motivare l’operato del sistema e consentire agli operatori economici di comprendere come determinate elaborazioni abbiano inciso sul procedimento.

  1. Compatibilità con software proprietari e modelli “black box”

La previsione relativa alla disponibilità del codice sorgente potrebbe entrare in tensione con l’utilizzo di piattaforme proprietarie sviluppate da operatori privati, soprattutto nel caso di modelli di IA generativa o sistemi addestrati mediante architetture non pienamente trasparenti. Le stazioni appaltanti dovranno quindi verificare attentamente:

  • il livello di accessibilità tecnica del sistema;
  • la disponibilità della documentazione algoritmica;
  • la possibilità di audit e verifica indipendente;
  • la conformità ai requisiti del Codice.

Il tema è particolarmente delicato nel caso di strumenti di IA acquistati “as a service”, rispetto ai quali la PA potrebbe non avere pieno accesso alle logiche interne del modello.

  1. Sindacabilità e contenzioso

La trasparenza del funzionamento algoritmico diventa inoltre essenziale ai fini della tutela giurisdizionale. In assenza di adeguata conoscibilità delle logiche di funzionamento, gli operatori economici potrebbero trovarsi nell’impossibilità di contestare efficacemente decisioni amministrative influenzate dall’IA, con evidenti criticità sotto il profilo del diritto di difesa e della sindacabilità dell’azione amministrativa.

CONCLUSIONI

L’iniziativa di Consip rappresenta uno spunto interessante nell’ambito del percorso della Pubblica Amministrazione verso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale negli appalti come leva di innovazione organizzativa e accelerazione procedurale.

Tuttavia, proprio perché il settore degli appalti pubblici coinvolge funzioni ad elevato contenuto discrezionale e interessi economici particolarmente rilevanti, l’introduzione dell’IA richiede un approccio prudente e giuridicamente consapevole.

L’efficienza amministrativa non potrà tradursi in un arretramento delle garanzie di trasparenza, motivazione e controllabilità delle decisioni pubbliche. In questo senso, l’articolo 30 del D.Lgs. 36/2023 rappresenta un presidio fondamentale: l’innovazione tecnologica, per essere compatibile con i principi dell’evidenza pubblica, deve rimanere conoscibile, verificabile e sempre riconducibile alla responsabilità umana dell’Amministrazione.

Dott. Giulio Delfino

PER ULTERIORI CHIARIMENTI IN MERITO ALL’ARGOMENTO DELL’ARTICOLO È POSSIBILE SCRIVERE ALL’INDIRIZZO [email protected]

GiulioDelfino

Fondatore di Progetto Appalti srl. Fornisce assistenza e supporto sia alle imprese che alle stazioni appaltanti con riferimento alla normativa in materia di contrattualistica pubblica. Coordina la redazione dei progetti tecnici e la preparazione della documentazione amministrativa di gara.