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DEROGA al PRINCIPIO DI ROTAZIONE sotto i 5.000 EURO: CONTA IL SINGOLO AFFIDAMENTO

By Luglio 18, 2026No Comments

Le nuove Linee guida della Provincia Autonoma di Trento in materia di rotazione degli affidamenti confermano un’interpretazione ormai consolidata del principio di rotazione previsto dall’articolo 49, comma 6 del D. Lgs. 36/2023: la deroga per gli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro deve essere valutata con riferimento al valore del singolo affidamento e non alla sommatoria degli affidamenti disposti nel corso dell’anno a favore del medesimo operatore economico.

IL QUESITO

Il dilemma interpretativo nasce dalla disposizione contenuta nelle Linee guida PAT (deliberazione n. 43 del 23 gennaio 2026), che consente di derogare al principio di rotazione per gli affidamenti di importo inferiore a 5.000 euro. In particolare, viene chiesto se debba continuare ad applicarsi il criterio adottato dalle precedenti Linee guida, che imponeva di considerare la sommatoria degli affidamenti conferiti nel corso dell’anno civile allo stesso operatore economico, oppure se la verifica debba essere effettuata esclusivamente con riferimento al valore del singolo affidamento. In termini pratici, si domanda se, dopo un primo affidamento di 3.000 euro, un ulteriore affidamento nella medesima categoria merceologica debba necessariamente rientrare nel residuo di 2.000 euro oppure se sia possibile procedere con ulteriori affidamenti, purché ciascuno di importo inferiore a 5.000 euro.

LA RISPOSTA DELLA PAT

La Provincia Autonoma di Trento fornisce una risposta chiara: la soglia di 5.000 euro deve essere verificata con riferimento al singolo affidamento.

Di conseguenza, è possibile effettuare più affidamenti allo stesso operatore economico, purché ciascun contratto, autonomamente considerato, rimanga entro il limite previsto dall’articolo 49, comma 6, del Codice dei contratti pubblici. Non è quindi richiesto alcun cumulo degli importi ai fini dell’applicazione della deroga al principio di rotazione.

I CHIARIMENTI DEL MIT

L’interpretazione fornita dalla Provincia Autonoma di Trento trova piena corrispondenza nei pareri del MIT n. 2145 e n. 3838, espressamente richiamati dalla stessa risposta della PAT.

Il MIT chiarisce innanzitutto che la soglia di 5.000 euro deve essere riferita al singolo affidamento e non alla sommatoria degli affidamenti conferiti nel tempo al medesimo operatore economico. La scelta del legislatore risponde all’obiettivo di semplificare e velocizzare gli affidamenti di modesto importo, estendendo la previgente deroga prevista dalle Linee guida ANAC per gli affidamenti inferiori a 1.000 euro. La deroga trova applicazione sia per l’acquisizione di beni e servizi sia per l’esecuzione di lavori pubblici.

Il Ministero precisa inoltre che gli affidamenti effettuati in deroga sotto la soglia dei 5.000 euro non impediscono di affidare successivamente allo stesso operatore un contratto di importo superiore, anche appartenente alla medesima categoria merceologica, poiché la deroga opera autonomamente per ciascun affidamento.

Tale semplificazione, tuttavia, non comporta un’attenuazione dei principi generali del Codice dei contratti pubblici. Anche gli affidamenti inferiori a 5.000 euro devono rispettare il principio della fiducia, la corretta programmazione dei fabbisogni e, soprattutto, il divieto di frazionamento artificioso previsto dall’articolo 14, comma 6, del D.Lgs. 36/2023. Proprio per questo il MIT suggerisce alle stazioni appaltanti di dotarsi di criteri interni che disciplinino il ricorso alla deroga, assicurandone un utilizzo coerente con i principi di trasparenza, concorrenza e buon andamento dell’azione amministrativa.

CONCLUSIONI

Ciò che merge dall’interpretazione di questi pareri è che la soglia dei 5.000 euro va verificata con riferimento al singolo affidamento, non opera il cumulo annuale degli importi relativi agli affidamenti al singolo operatore. Tuttavia tutti i pareri fanno richiamo ad una corretta programmazione in quanto la possibilità di derogare al principio di rotazione non può trasformarsi in uno strumento per eludere le regole del Codice attraverso una successione di micro-affidamenti privi di autonoma giustificazione.

Dott.ssa Giulia Tronfi

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Giulia Tronfi

Segue l’evoluzione normativa in materia contrattualistica pubblica e supporta l’elaborazione di articoli di approfondimento in relazione all’aggiornamento del settore. Predispone la compilazione dei documenti amministrativi per la partecipazione alle gare. Supporta le Amministrazioni Pubbliche nell’attività di contrattualistica pubblica.