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ANDREA STROPPA. Da Starlink ai CIG: l’attacco (a sorpresa) al sistema italiano degli AFFIDAMENTI DIRETTI.

By Settembre 28, 2026No Comments

C’è un’ombra sul sistema degli appalti pubblici in Italia, un fenomeno che svuota dall’interno il principio stesso della concorrenza: l’uso massiccio e talvolta strumentale dell’affidamento diretto. A riaccendere il faro su questo argomento, però, non è stato un politico, un magistrato contabile o un’associazione di categoria di imprese o lavoratori ma, in modo del tutto inaspettato, Andrea Stroppa, esperto di cybersecurity noto in Italia principalmente per essere il facilitatore e l’uomo di fiducia di Elon Musk per gli affari legati a X, Tesla e Starlink.

IL LIBERISMO DI STROPPA (E MUSK) CONTRO LA BUROCRAZIA DEL “SOTTO SOGLIA”

Ma perché proprio Stroppa, portavoce di un gigante della Silicon Valley, si addentra nei meandri oscuri del Codice degli appalti italiano? La risposta risiede, con ogni probabilità, nella visione economica e culturale di cui si fa portatore. L’abuso dell’affidamento diretto e la sistematica elusione della gara aperta rappresentano l’essenza stessa di uno Stato dirigista e poco trasparente, in cui il mercato viene distorto dalle decisioni discrezionali dei funzionari. È una pratica strutturalmente anticoncorrenziale e profondamente avversa a quel liberismo economico, fondato sul libero mercato, sull’efficienza e sulla competizione, che l’universo di Musk rappresenta e promuove. Non a caso, il convegno che ha ospitato l’intervento ha definito le parole di Stroppa ‘un appello liberale’.

Durante un suo intervento pubblico (https://www.youtube.com/watch?v=_fAvwzef90o&t=486s), Stroppa (che prima di rappresentare il magnate sudafricano si era fatto conoscere per le sue ricerche sulle reti di fake news) ha lanciato una provocazione molto concreta: la vera utilità dell’Intelligenza Artificiale non è essere normata dalla politica, ma essere usata per controllare la politica e la burocrazia.

IL SITO “DOVE VANNO I NOSTRI SOLDI”

Per dare sostanza a questo concetto, Stroppa ha citato il progetto di cui lui stesso è tra i promotori, il portale indipendente Dove vanno i nostri soldi (http://www.dovevannoinostrisoldi.com), nato per rendere trasparenti e aggregare gli sterminati open data della Pubblica Amministrazione.

Ciò che, tra le altre cose, Stroppa ha evidenziato è una pratica contabile tanto diffusa quanto preoccupante: la proliferazione di affidamenti che per una “casualità”, come da lui stesso detto ironicamente, si fermano sempre appena un passo prima della soglia legale che farebbe scattare l’obbligo di una gara d’appalto aperta. Come sappiamo il nuovo Codice dei Contratti Pubblici ha innalzato questa soglia a 140 mila euro per servizi e forniture e a 150 mila euro per i lavori

D’altronde questo allarme era già stato lanciato dall’ANAC del Presidente Busia e da noi già commentato (https://progettoappalti.it/2026/08/01/lanac-sullabuso-dellaffidamento-diretto/).

I NUMERI DEGLI AFFIDAMENTI NEL 2025 IN ITALIA

L’analisi dei dati sul sito Dove vanno i nostri soldi, che richiama proprio la relazione dell’ANAC, rivela uno spaccato impressionante: se nel 2021 c’erano state circa 1.500 acquisizioni nella fascia tra i 135.000 e i 140.000 euro, nel 2025 questo numero è schizzato a quasi 14.000. L’evidente concentrazione vicino alla soglia segnala in modo inequivocabile come i bandi vengano spesso frammentati o aggiustati al ribasso pur di poter assegnare gli appalti in modo discrezionale, fuggendo la concorrenza e la complessità della gara.

L’entità del fenomeno emerge in tutta la sua gravità analizzando la ripartizione degli appalti nel 2025, i cui dati aggregati tracciano un quadro dove la concorrenza aperta è l’eccezione e la discrezionalità la regola. Guardando alle diverse tipologie di procedura, i numeri parlano da soli:

L’insieme di questi dati, estrapolati proprio dal portale Dove vanno i nostri soldi, mette in luce come le stazioni appaltanti italiane nell’88% dei casi abbiano utilizzato gli strumenti dell’affidamento diretto e della procedura negoziata senza bando, scegliendo la strada più breve e meno trasparente per spendere i soldi pubblici.

Se è vero che l’affidamento diretto nasce per sburocratizzare i micro-acquisti, il suo utilizzo massivo (rimanendo artificiosamente appena sotto le soglie di legge) per gestire 239 miliardi di euro all’anno pone un serissimo problema di tenuta per il sistema della concorrenza nel nostro Paese.

LA CONNESSIONE LOGICA: L’IA CONTRO L’OPACITÀ BUROCRATICA

È in questo contesto che Stroppa, nel suo passaggio, collega il problema degli appalti alla potenza dell’Intelligenza Artificiale. Secondo lui, lo Stato e la burocrazia si difendono dai controlli producendo “milioni di pagine, talvolta proprio per non far capire nulla a nessuno“. L’opacità non si ottiene solo nascondendo i documenti, ma anche sommergendo i cittadini e i controllori umani sotto una mole di scartoffie illeggibili, dove individuare un meccanismo fraudolento (come il frazionamento sistematico dei bandi per eludere le gare d’appalto) richiede mesi o anni di indagini.

La soluzione proposta da Stroppa è l’uso dell’Intelligenza Artificiale nella sua immensa capacità di calcolo e di analisi documentale. Stroppa afferma chiaramente che di fronte a questo mare di dati creati per confondere “una macchina di tutto questo se ne accorge in un pomeriggio“.

 

Dott. Giulio Delfino

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GiulioDelfino

Fondatore di Progetto Appalti srl. Fornisce assistenza e supporto sia alle imprese che alle stazioni appaltanti con riferimento alla normativa in materia di contrattualistica pubblica. Coordina la redazione dei progetti tecnici e la preparazione della documentazione amministrativa di gara.